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ROMA – Ha 18 anni, frequenta il quarto anno di ragioneria e da due anni era vittima di atti di bullismo da parte di due ragazzi del quinto del suo stesso istituto. Tutti nella scuola sapevano delle prepotenze che continuamente era costretto a subire, ma chi per omertà e chi per divertimento, nessuno aveva mai preso le difese di Lorenzo; questa mattina, insieme ad alcuni compagni ed alcune compagne della sua classe sarebbe dovuto andare al centro commerciale per fare delle compere in vista dei saldi, ma insieme a loro sarebbero andati anche Alessandro Patrizio, i “bulli” di 18 e 19 anni che per due anni avevano reso la vita di Lorenzo un vero inferno.
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Accecato dalla rabbia, forse stufo di subire le angherie dei suoi aguzzini, è sceso giù in cantina ha preso il fucile mitragliatore del nonno, ha inserito il caricatore e dopo averlo portato in macchina si è diretto nel bar dove aveva appuntamento con i suoi compagni per fare colazione prima di andare a fare shopping.

Arrivato davanti al bar, forse per segno del destino, c’erano Alessandro e Patrizio che stavano fumando una sigaretta i quali non appena lo hanno visto hanno iniziato a deriderlo e gli hanno urlato di rimanere in macchina poiché avrebbe preso lui l’auto per andare poi al centro commerciale.
Questione di secondi, poi la tragedia: il giovane è sceso dell’auto, e dopo aver alzato il portabagagli ed imbracciata la mitragliatrice, ha aperto il fuoco verso i due bulli che non hanno avuto il tempo di capire cosa stesse succedendo.

Rumore assordante, vetri e schizzi di sangue ovunque: questo il tragico quadro dipinto oggi nella periferia di Roma. La vendetta di un giovane che da vittima si è trasformato in carnefice, una vendetta che probabilmente gli costerà più di 20 anni di carcere.

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